Credit Suisse-Ubs, l’attenzione si sposta sui bond di Credit Suisse.

Il piano di salvataggio architettato dalle autorità elvetiche sul Credit Suisse riaccende l’interesse sui bond bancari perché vedrà azzerati 16 miliardi di obbligazioni subordinate

Il salvataggio del Credit Suisse da parte di Ubs consente di stoppare l’effetto contagio derivante dalla crisi di uno dei principali istituti bancari europei, da mesi considerato altamente vulnerabile.

L’architettura del salvataggio elvetico

Ma la struttura dell’operazione non è priva di rischi ed effetti. In particolare sul fronte del debito, visto che «il sostegno straordinario da parte dello Stato comporta un azzeramento integrale del valore nominale di tutte le obbligazioni AT1 di Credit Suisse per un importo pari a circa 16 miliardi…

Potrebbero essere il classico bullone che inceppa l’ingranaggio. L’accordo con Ubs prevede che i Bond AT1 di Credit Suisse del valore di 16 miliardi di franchi siano azzerati. E’ una richiesta della commissione che regola i mercati finanziari svizzeri, la Finma. Una sorpresa per i risparmiatori, ma non una forzatura visto che questo tipo di  sono un strumento emesso dalle banche fornisce rendimenti più alti delle normali obbligazioni proprio perché la banca emittente può trasformarlo in capitale in caso i requisiti patrimoniali scendano sotto la soglia prevista dalle autorità bancarie. In Europa c’è già il precedente del 2017 con il fallimento dl Banco Popular in Spagna salvato dal Banco Santander

Ma il fatto che il possessori di questi bond abbiano perso il 100% quando persino gli azionisti di Credit Suisse ricevano 0,76 franchi svizzeri in azioni Ubs ha messo in allarme tutti i possessori di At1.

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